
Tra le misure a favore delle imprese analizzate il 9 marzo, spicca una modifica significativa al percorso Global Business Mobility Secondment Worker: ora i dipendenti devono aver lavorato solo sei mesi presso un datore di lavoro estero (invece di 12) prima di poter essere distaccati in una sede UK con contratti qualificanti del valore minimo di 50 milioni di sterline. La novità, in vigore dall’8 aprile, favorirà soprattutto società di consulenza, servizi IT e infrastrutture che ruotano specialisti su progetti britannici per periodi inferiori a un anno. Prima, la regola dei 12 mesi penalizzava spesso i neoassunti con competenze specifiche, escludendoli dagli incarichi. I cittadini indiani ne trarranno un vantaggio particolare: dal 26 marzo la via del Service Supplier si apre a loro grazie all’Accordo Economico e Commerciale Globale UK-India, con un tetto di 1.800 ingressi annui. Insieme alla riduzione del requisito di anzianità, le multinazionali con centri di delivery in India potranno mobilitare talenti più rapidamente, restando conformi. Le aziende dovrebbero aggiornare le politiche di mobilità globale, verificare l’idoneità rispetto al criterio del contratto da 50 milioni e preparare il supporto nel paese ospitante, in particolare per l’allineamento delle buste paga e l’alloggio, in vista di un possibile aumento dei distacchi a breve termine.
Fonte: Woodcock Law
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