
L’ex vice primo ministro Angela Rayner si è schierata contro la leadership laburista criticando le nuove regole che obbligherebbero gli operatori migranti nel settore assistenziale ad attendere fino a 15 anni prima di poter ottenere il permesso di soggiorno permanente (ILR). Intervistata dalla BBC, Rayner – lei stessa ex operatrice nel settore – ha definito i cambiamenti retroattivi, che penalizzano chi già contribuisce al settore, “completamente diversi dal controllo delle frontiere” e ha avvertito che rischiano di spingere il personale essenziale a emigrare.
Secondo le riforme ‘Earned Settlement’ annunciate a dicembre, i titolari del visto Health & Care che entreranno nel sistema dopo il 1° aprile 2026 dovranno attendere 10 anni per ottenere l’ILR, che salgono a 15 in caso di cambio datore di lavoro all’interno del settore. I ministri sostengono che la misura ridurrà l’immigrazione a lungo termine, ma gli operatori del settore avvertono che scoraggerà le candidature in un momento in cui mancano oltre 130.000 figure professionali.
Rayner ha chiesto di mantenere il periodo di permanenza a cinque anni e di rendere i visti validi per tutto il settore, anziché legati a un singolo datore di lavoro, citando i frequenti casi di sfruttamento e l’alto turnover tra il personale vincolato a uno sponsor. Organismi di settore come Care England e il Migration Advisory Committee hanno messo in guardia sul rischio che l’allungamento del percorso verso la stabilità possa compromettere la reputazione del Regno Unito come meta competitiva per i professionisti sanitari.
I consulenti legali sottolineano che chi è già nel percorso Health & Care manterrà il percorso a cinque anni, ma l’incertezza sta spingendo alcuni a trasferirsi più rapidamente in Canada o in Irlanda. I datori di lavoro stanno rivedendo bonus di retention, indennità abitative e programmi di formazione accelerata per trattenere i lavoratori stranieri durante un periodo di qualificazione molto più lungo.
Per i responsabili della mobilità internazionale il messaggio chiave è pianificare diversi scenari: un operatore assunto con le regole attuali potrebbe trovarsi soggetto a criteri di stabilizzazione completamente diversi in caso di promozione o trasferimento interno. Contratti e politiche di trasferimento dovranno includere clausole esplicite sui rischi legati a future modifiche normative e potrebbero richiedere riserve finanziarie nel caso in cui le prospettive di stabilità familiare cambino durante l’incarico.
Secondo le riforme ‘Earned Settlement’ annunciate a dicembre, i titolari del visto Health & Care che entreranno nel sistema dopo il 1° aprile 2026 dovranno attendere 10 anni per ottenere l’ILR, che salgono a 15 in caso di cambio datore di lavoro all’interno del settore. I ministri sostengono che la misura ridurrà l’immigrazione a lungo termine, ma gli operatori del settore avvertono che scoraggerà le candidature in un momento in cui mancano oltre 130.000 figure professionali.
Rayner ha chiesto di mantenere il periodo di permanenza a cinque anni e di rendere i visti validi per tutto il settore, anziché legati a un singolo datore di lavoro, citando i frequenti casi di sfruttamento e l’alto turnover tra il personale vincolato a uno sponsor. Organismi di settore come Care England e il Migration Advisory Committee hanno messo in guardia sul rischio che l’allungamento del percorso verso la stabilità possa compromettere la reputazione del Regno Unito come meta competitiva per i professionisti sanitari.
I consulenti legali sottolineano che chi è già nel percorso Health & Care manterrà il percorso a cinque anni, ma l’incertezza sta spingendo alcuni a trasferirsi più rapidamente in Canada o in Irlanda. I datori di lavoro stanno rivedendo bonus di retention, indennità abitative e programmi di formazione accelerata per trattenere i lavoratori stranieri durante un periodo di qualificazione molto più lungo.
Per i responsabili della mobilità internazionale il messaggio chiave è pianificare diversi scenari: un operatore assunto con le regole attuali potrebbe trovarsi soggetto a criteri di stabilizzazione completamente diversi in caso di promozione o trasferimento interno. Contratti e politiche di trasferimento dovranno includere clausole esplicite sui rischi legati a future modifiche normative e potrebbero richiedere riserve finanziarie nel caso in cui le prospettive di stabilità familiare cambino durante l’incarico.
Fonte: Care Home Professional
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