
Il Dipartimento Marittimo ha annunciato due nuove iniziative: l’Incentivo per la Registrazione di Navi Green e una Riduzione delle Tasse Portuali, pensate per fare di Hong Kong una tappa privilegiata per navi alimentate a GNL, metanolo, ammoniaca o idrogeno. Le misure, presentate il 24 giugno e finanziate nel bilancio 2026, prevedono circa 34 milioni di HKD per sovvenzioni dirette agli armatori e sconti sulle tariffe.
Con l’incentivo alla registrazione, le navi battenti bandiera di Hong Kong possono ottenere fino a 60.000 HKD all’anno per tre anni se utilizzano carburanti alternativi come principale propulsione. Inoltre, le navi bunker che utilizzano carburanti green o quelle in sosta per rifornimento possono recuperare dal 25 al 50% delle tasse portuali, pari a circa 12.500 HKD per ogni chiamata di una grande portacontainer.
Le autorità segnalano che circa 70 navi pronte all’uso di carburanti green sono già registrate a Hong Kong, con una previsione di altre 100 entro il 2029. Un’area costiera a Tsing Yi South è stata destinata allo stoccaggio dedicato di carburanti green, mentre le navi bunker in visita riceveranno licenze temporanee da nave locale esentate dalle tasse portuali.
Sebbene la politica sia focalizzata sul settore marittimo, avrà benefici indiretti sulla mobilità globale: una rete ampliata di carburanti green supporta le ambizioni delle compagnie aeree per carburanti sostenibili e rafforza la posizione di Hong Kong come hub logistico regionale, attraente per multinazionali impegnate negli obiettivi ESG.
Gli analisti marittimi sottolineano come l’approccio di Hong Kong — incentivi economici prima, regolamentazioni dopo — si differenzi dal Sistema di Scambio delle Emissioni dell’UE, che dal 2027 includerà il settore marittimo, conferendo alla Regione Amministrativa Speciale un vantaggio da pioniere in Asia.
Con l’incentivo alla registrazione, le navi battenti bandiera di Hong Kong possono ottenere fino a 60.000 HKD all’anno per tre anni se utilizzano carburanti alternativi come principale propulsione. Inoltre, le navi bunker che utilizzano carburanti green o quelle in sosta per rifornimento possono recuperare dal 25 al 50% delle tasse portuali, pari a circa 12.500 HKD per ogni chiamata di una grande portacontainer.
Le autorità segnalano che circa 70 navi pronte all’uso di carburanti green sono già registrate a Hong Kong, con una previsione di altre 100 entro il 2029. Un’area costiera a Tsing Yi South è stata destinata allo stoccaggio dedicato di carburanti green, mentre le navi bunker in visita riceveranno licenze temporanee da nave locale esentate dalle tasse portuali.
Sebbene la politica sia focalizzata sul settore marittimo, avrà benefici indiretti sulla mobilità globale: una rete ampliata di carburanti green supporta le ambizioni delle compagnie aeree per carburanti sostenibili e rafforza la posizione di Hong Kong come hub logistico regionale, attraente per multinazionali impegnate negli obiettivi ESG.
Gli analisti marittimi sottolineano come l’approccio di Hong Kong — incentivi economici prima, regolamentazioni dopo — si differenzi dal Sistema di Scambio delle Emissioni dell’UE, che dal 2027 includerà il settore marittimo, conferendo alla Regione Amministrativa Speciale un vantaggio da pioniere in Asia.
Fonte: SAFETY4SEA
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