
In una decisione storica presa la sera del 26 giugno, il Comitato Permanente del Congresso Nazionale del Popolo (NPCSC) ha autorizzato la Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong a esercitare la giurisdizione su una nuova “Area Portuale” recuperata all’interno del futuro punto di controllo Huanggang/Lok Ma Chau. Questa mossa supera un importante ostacolo legale per la ricostruzione del valico di frontiera, attivo da decenni, trasformandolo in una struttura operativa 24 ore su 24, modello ispirato al terminal ferroviario ad alta velocità di West Kowloon.
Secondo l’accordo, Hong Kong prenderà in leasing l’area portuale di 22 ettari — che comprende le sale partenze, le rampe stradali e parte del ponte di Shenzhen — fino al 30 giugno 2047, con possibilità di rinnovo. In questa zona si applicheranno le leggi di Hong Kong, mentre agenti di immigrazione, dogana e polizia di entrambe le giurisdizioni effettueranno procedure di “ispezione cooperativa e rilascio unico”, permettendo a passeggeri e merci di superare il confine con una sola fermata.
Il progetto di riqualificazione fa parte di un piano bilaterale da 40 miliardi di renminbi per sostituire le strutture sovraccariche di Lo Wu e dell’attuale Huanggang con un complesso moderno e multimodale, capace di gestire 20 milioni di passeggeri al mese, rispetto agli 8 milioni attuali. I progetti includono un tunnel pedonale sotterraneo collegato alla futura estensione ferroviaria Northern Link di Hong Kong, corsie automatizzate per i veicoli e magazzini “green lane” per i pacchi dell’e-commerce.
Per i datori di lavoro il vantaggio principale sarà il risparmio di tempo. Le simulazioni governative indicano che i pendolari quotidiani potrebbero ridurre i tempi di viaggio porta a porta di 25 minuti per tratta, mentre i camion ridurrebbero i tempi di attesa al confine da 40 a meno di 10 minuti. Gli operatori logistici prevedono un risparmio annuo di 2 miliardi di HKD in carburante e manodopera una volta che il porto raggiungerà la piena capacità nel 2030.
La decisione segna anche un’integrazione legale più profonda nell’area della Greater Bay, ma riapre il dibattito sulle libertà civili già emerso durante la controversia sulla co-locazione di West Kowloon nel 2018. Gli avvocati sottolineano che gli agenti della terraferma avranno il potere di far rispettare le leggi nazionali nella parte di Shenzhen della struttura, mentre quelli di Hong Kong avranno autorità nell’area portuale in leasing — un’inversione delle consuete linee giurisdizionali che richiede segnaletica chiara e meccanismi di ricorso per evitare confusioni.
Il governo della RAS di Hong Kong ha accolto la sentenza come “prova concreta del sostegno centrale” e ha promesso di consultare le camere di commercio sulla fase di costruzione, prevista per il primo trimestre del 2027. Fino ad allora, i viaggiatori potranno beneficiare di lavori incrementali come sale partenze temporanee e progetti pilota di smart gate programmati per l’inizio del 2026-27.
Secondo l’accordo, Hong Kong prenderà in leasing l’area portuale di 22 ettari — che comprende le sale partenze, le rampe stradali e parte del ponte di Shenzhen — fino al 30 giugno 2047, con possibilità di rinnovo. In questa zona si applicheranno le leggi di Hong Kong, mentre agenti di immigrazione, dogana e polizia di entrambe le giurisdizioni effettueranno procedure di “ispezione cooperativa e rilascio unico”, permettendo a passeggeri e merci di superare il confine con una sola fermata.
Il progetto di riqualificazione fa parte di un piano bilaterale da 40 miliardi di renminbi per sostituire le strutture sovraccariche di Lo Wu e dell’attuale Huanggang con un complesso moderno e multimodale, capace di gestire 20 milioni di passeggeri al mese, rispetto agli 8 milioni attuali. I progetti includono un tunnel pedonale sotterraneo collegato alla futura estensione ferroviaria Northern Link di Hong Kong, corsie automatizzate per i veicoli e magazzini “green lane” per i pacchi dell’e-commerce.
Per i datori di lavoro il vantaggio principale sarà il risparmio di tempo. Le simulazioni governative indicano che i pendolari quotidiani potrebbero ridurre i tempi di viaggio porta a porta di 25 minuti per tratta, mentre i camion ridurrebbero i tempi di attesa al confine da 40 a meno di 10 minuti. Gli operatori logistici prevedono un risparmio annuo di 2 miliardi di HKD in carburante e manodopera una volta che il porto raggiungerà la piena capacità nel 2030.
La decisione segna anche un’integrazione legale più profonda nell’area della Greater Bay, ma riapre il dibattito sulle libertà civili già emerso durante la controversia sulla co-locazione di West Kowloon nel 2018. Gli avvocati sottolineano che gli agenti della terraferma avranno il potere di far rispettare le leggi nazionali nella parte di Shenzhen della struttura, mentre quelli di Hong Kong avranno autorità nell’area portuale in leasing — un’inversione delle consuete linee giurisdizionali che richiede segnaletica chiara e meccanismi di ricorso per evitare confusioni.
Il governo della RAS di Hong Kong ha accolto la sentenza come “prova concreta del sostegno centrale” e ha promesso di consultare le camere di commercio sulla fase di costruzione, prevista per il primo trimestre del 2027. Fino ad allora, i viaggiatori potranno beneficiare di lavori incrementali come sale partenze temporanee e progetti pilota di smart gate programmati per l’inizio del 2026-27.
Fonte: RTHK
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