
In una sentenza che evidenzia l’inasprimento della posizione dell’India sui diritti dei passeggeri, una commissione distrettuale per la risoluzione delle controversie dei consumatori ha ordinato a IndiGo di pagare 67.000 rupie di risarcimento a un passeggero di Delhi a cui è stato negato l’imbarco dopo che la compagnia aerea aveva anticipato il volo senza un adeguato preavviso. La decisione, emessa il 26 settembre, ha riconosciuto la compagnia colpevole di “carenza di servizio e pratica commerciale scorretta”. Il ricorrente, titolare di una piccola impresa diretto a una fiera commerciale a Bengaluru, si era presentato in aeroporto con una carta d’imbarco che indicava l’orario di partenza originario, scoprendo però che il check-in era già chiuso. Nonostante fossero disponibili posti, il personale a terra avrebbe rifiutato la riprotezione a meno che il passeggero non acquistasse un nuovo biglietto. La sentenza quantifica i danni in 50.000 rupie per disagio psicologico e 17.000 per spese sostenute, tra cui hotel, taxi e nuovo biglietto aereo. Gli esperti legali sottolineano che, sebbene il verdetto riguardi un solo ricorrente, segnala una crescente intolleranza giudiziaria verso le compagnie che non rispettano la normativa della Direzione Generale dell’Aviazione Civile (DGCA), Sezione 3 del Regolamento sull’Aviazione Civile (CAR), che impone un preavviso di almeno 24 ore per le modifiche di orario. Casi simili sono in corso a Pune e Kolkata, aumentando il rischio di azioni collettive. Per gli acquirenti di viaggi aziendali, la vicenda è un monito a negoziare accordi di servizio che prevedano tempi certi per il risarcimento e a mantenere un’assicurazione di viaggio che copra il “diniego di imbarco per modifica di orario”. IndiGo dovrebbe presentare ricorso, ma non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche.
Fonte: Amar Ujala