
Il Dipartimento della Sicurezza Interna ha pubblicato una norma definitiva che pone fine in modo permanente alla pratica di estendere automaticamente i Documenti di Autorizzazione al Lavoro (EAD) per molti cittadini stranieri che presentano tempestivamente la domanda di rinnovo. Secondo la vecchia politica, introdotta nel 2016 e temporaneamente ampliata durante la pandemia, alcuni richiedenti potevano continuare a lavorare fino a 540 giorni dopo la scadenza della carta semplicemente presentando la richiesta di rinnovo entro i termini. I datori di lavoro si affidavano a questa estensione automatica per evitare interruzioni costose, soprattutto quando i ritardi dell’USCIS (Servizi per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti) aumentavano.
A partire dal 14 ottobre 2026, questo periodo di tolleranza scomparirà per le domande di rinnovo presentate dal 30 ottobre 2025 in poi. I richiedenti dovranno ora attendere che l’USCIS completi i controlli di sicurezza e rilasci una nuova carta prima di poter continuare a lavorare. L’USCIS stima che tra 20.000 e 33.000 lavoratori potrebbero subire un’interruzione dell’occupazione nei primi 18 mesi dall’entrata in vigore della norma, con un costo potenziale per le imprese superiore a 300 milioni di dollari in termini di turnover e perdita di produttività.
Il DHS sostiene che questo cambiamento è necessario per rafforzare i controlli di sicurezza nazionale e per allinearsi agli Ordini Esecutivi 14159 e 14161, che impongono alle agenzie di garantire che nessun lavoratore non autorizzato riceva permessi di lavoro. I critici, tra cui diverse associazioni di categoria che hanno commentato la norma provvisoria nel 2025, avvertono che la modifica potrebbe aggravare la carenza di manodopera nei settori sanitario, dell’ospitalità e tecnologico, a meno che l’USCIS non aumenti la capacità di elaborazione prioritaria o riduca i tempi di gestione degli EAD.
Nella pratica, le aziende multinazionali dovrebbero subito verificare la situazione dei propri lavoratori stranieri, identificare chi ha EAD in scadenza nei prossimi 12 mesi e presentare le domande di rinnovo il prima possibile (generalmente 180 giorni prima della scadenza). Le imprese dovrebbero inoltre preparare piani di emergenza, come congedi retribuiti o condivisione del lavoro, per i dipendenti che potrebbero perdere lo status lavorativo mentre attendono il rinnovo.
A partire dal 14 ottobre 2026, questo periodo di tolleranza scomparirà per le domande di rinnovo presentate dal 30 ottobre 2025 in poi. I richiedenti dovranno ora attendere che l’USCIS completi i controlli di sicurezza e rilasci una nuova carta prima di poter continuare a lavorare. L’USCIS stima che tra 20.000 e 33.000 lavoratori potrebbero subire un’interruzione dell’occupazione nei primi 18 mesi dall’entrata in vigore della norma, con un costo potenziale per le imprese superiore a 300 milioni di dollari in termini di turnover e perdita di produttività.
Il DHS sostiene che questo cambiamento è necessario per rafforzare i controlli di sicurezza nazionale e per allinearsi agli Ordini Esecutivi 14159 e 14161, che impongono alle agenzie di garantire che nessun lavoratore non autorizzato riceva permessi di lavoro. I critici, tra cui diverse associazioni di categoria che hanno commentato la norma provvisoria nel 2025, avvertono che la modifica potrebbe aggravare la carenza di manodopera nei settori sanitario, dell’ospitalità e tecnologico, a meno che l’USCIS non aumenti la capacità di elaborazione prioritaria o riduca i tempi di gestione degli EAD.
Nella pratica, le aziende multinazionali dovrebbero subito verificare la situazione dei propri lavoratori stranieri, identificare chi ha EAD in scadenza nei prossimi 12 mesi e presentare le domande di rinnovo il prima possibile (generalmente 180 giorni prima della scadenza). Le imprese dovrebbero inoltre preparare piani di emergenza, come congedi retribuiti o condivisione del lavoro, per i dipendenti che potrebbero perdere lo status lavorativo mentre attendono il rinnovo.
Fonte: Federal Register
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