
A poche ore dalla conferma da parte della Corte di Giustizia Europea del diritto di Dublino di imporre limiti di capacità, Ryanair ha diffuso un comunicato stampa durissimo definendo il tetto di 32 milioni di passeggeri “assurdo” e “controproducente”. La compagnia, responsabile di circa il 40% dei movimenti a Dublino, sostiene che la seconda pista dell’aeroporto, finanziata in gran parte tramite le tariffe aeroportuali, consente di gestire fino a 60 milioni di passeggeri all’anno. Il CEO Michael O’Leary ha avvertito che i partner transatlantici minacciano già di ritirare gli slot di atterraggio di Aer Lingus a New York se la restrizione non verrà rimossa, aggiungendo che l’inerzia potrebbe costare all’Irlanda “milioni di euro dal turismo e migliaia di posti di lavoro ben pagati nel settore tecnologico”. La presa di posizione di Ryanair aumenta la pressione sul Ministro dei Trasporti Eamon Ryan, il cui dicastero ha ottenuto a luglio l’autorità legislativa per rimuovere il limite, ma non ha ancora firmato l’ordine statutario necessario. I gruppi ambientalisti, invece, sostengono che il limite sia indispensabile per rispettare gli obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di carbonio. Per i responsabili della mobilità globale, l’incertezza complica la pianificazione delle rotte e le rotazioni degli espatriati per il 2027. Diverse multinazionali hanno riferito a questa newsletter di star valutando opzioni alternative via Manchester, Parigi o persino Shannon nel caso in cui gli slot nelle ore di punta dovessero esaurirsi. Gli analisti di settore prevedono che, se il governo non interverrà prima della conferenza sugli slot IATA dell’estate 2027 a marzo, le compagnie inizieranno a richiedere espansioni altrove, un esito in contrasto con la strategia di aviazione ‘Global Hubs 2030’ dell’Irlanda.
Fonte: Ryanair Corporate