
In un incontro di alto profilo tenutosi il 19 ottobre e riportato dalle autorità municipali di Shanghai il giorno successivo, il Direttore Generale della Civil Aviation Administration of China (CAAC), Song Zhiyong, e il Sindaco di Shanghai, Zhu Zhongming, hanno concordato un piano d’azione congiunto per accelerare la trasformazione della città in un hub internazionale di aviazione di primo piano. Il programma prevede l’ottimizzazione delle strutture dello spazio aereo, l’aumento della connettività internazionale di transito a Pudong e l’avanzamento del tanto atteso progetto di espansione della Fase IV.
Secondo il memorandum, la CAAC velocizzerà le approvazioni per gli slot e le autorizzazioni di rotta per gli integratori cargo e i vettori passeggeri a lungo raggio che si impegnano a basare la loro capacità a Shanghai. La città, da parte sua, potenzierà i collegamenti multimodali, estendendo la linea Maglev fino al Terminal 3 di Pudong e integrando lo sdoganamento in zona franca con i parchi logistici aeroportuali.
Il tempismo è cruciale: i due aeroporti di Shanghai hanno gestito oltre 100 milioni di passeggeri nel 2019, ma sono scesi sotto i 60 milioni nel 2022 a causa delle restrizioni pandemiche. Secondo dati preliminari per il 2026, il traffico combinato è destinato a superare i 90 milioni, mentre il tonnellaggio cargo ha già superato i livelli pre-pandemia grazie alla domanda dell’e-commerce. Il nuovo accordo punta a superare i 120 milioni di passeggeri entro il 2030.
Per le multinazionali, in particolare quelle con sedi regionali Asia-Pacifico a Shanghai, l’iniziativa promette una connettività diretta più densa verso città secondarie europee e nordamericane, riducendo la dipendenza da Pechino o Hong Kong per i collegamenti intercontinentali. I responsabili della supply chain beneficeranno inoltre di tempi di sosta ridotti grazie all’adozione dello sdoganamento digitale “single-window” nel Delta del Fiume Yangtze.
Il piano si integra con la più ampia strategia cinese dei “due hub”, che abbina Shanghai al cluster Capital/Daxing di Pechino per bilanciare i flussi di traffico nell’est, mentre Guangzhou e Chengdu fungono da porte d’ingresso per il sud e l’ovest della Cina. Le aziende che prevedono di assegnare personale a Shanghai nel 2027-2028 dovranno considerare la possibile pressione sul mercato immobiliare vicino al campus ampliato di Pudong, in concomitanza con l’aumento delle assunzioni da parte dei fornitori di servizi aeroportuali.
Secondo il memorandum, la CAAC velocizzerà le approvazioni per gli slot e le autorizzazioni di rotta per gli integratori cargo e i vettori passeggeri a lungo raggio che si impegnano a basare la loro capacità a Shanghai. La città, da parte sua, potenzierà i collegamenti multimodali, estendendo la linea Maglev fino al Terminal 3 di Pudong e integrando lo sdoganamento in zona franca con i parchi logistici aeroportuali.
Il tempismo è cruciale: i due aeroporti di Shanghai hanno gestito oltre 100 milioni di passeggeri nel 2019, ma sono scesi sotto i 60 milioni nel 2022 a causa delle restrizioni pandemiche. Secondo dati preliminari per il 2026, il traffico combinato è destinato a superare i 90 milioni, mentre il tonnellaggio cargo ha già superato i livelli pre-pandemia grazie alla domanda dell’e-commerce. Il nuovo accordo punta a superare i 120 milioni di passeggeri entro il 2030.
Per le multinazionali, in particolare quelle con sedi regionali Asia-Pacifico a Shanghai, l’iniziativa promette una connettività diretta più densa verso città secondarie europee e nordamericane, riducendo la dipendenza da Pechino o Hong Kong per i collegamenti intercontinentali. I responsabili della supply chain beneficeranno inoltre di tempi di sosta ridotti grazie all’adozione dello sdoganamento digitale “single-window” nel Delta del Fiume Yangtze.
Il piano si integra con la più ampia strategia cinese dei “due hub”, che abbina Shanghai al cluster Capital/Daxing di Pechino per bilanciare i flussi di traffico nell’est, mentre Guangzhou e Chengdu fungono da porte d’ingresso per il sud e l’ovest della Cina. Le aziende che prevedono di assegnare personale a Shanghai nel 2027-2028 dovranno considerare la possibile pressione sul mercato immobiliare vicino al campus ampliato di Pudong, in concomitanza con l’aumento delle assunzioni da parte dei fornitori di servizi aeroportuali.
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