
Per contrastare i ritardi nei pagamenti ai dipendenti in uscita, il Ministero delle Risorse Umane ed Emiratizzazione (MoHRE) ha riaffermato che i datori di lavoro del settore privato devono corrispondere tutte le indennità di fine servizio e gli stipendi arretrati entro 14 giorni dalla cessazione del contratto. Il promemoria, pubblicato il 22 ottobre, specifica la formula legale: 21 giorni di salario base per ogni anno nei primi cinque anni, 30 giorni per gli anni successivi, con un massimo di due anni di stipendio. Ritardi o pagamenti incompleti espongono le aziende a reclami lavorativi, sanzioni e al blocco del Sistema Elettronico di Protezione degli Stipendi (WPS) del MoHRE, che può congelare le nuove richieste di permessi di lavoro. Per i team di mobilità internazionale, questa precisazione è un utile promemoria: gli accantonamenti per l’indennità devono essere riflessi con precisione negli strumenti di previsione dei costi, soprattutto quando si pianificano pacchetti di separazione a somma forfettaria per i lavoratori distaccati. Parallelamente, il MoHRE promuove il suo Schema Volontario di Risparmio, che consente ai datori di lavoro di finanziare le obbligazioni di indennità tramite fondi di investimento regolamentati, offrendo ai lavoratori un potenziale rendimento e garantendo l’accesso ai fondi al momento dell’uscita. I primi utilizzatori nei settori energetico e tecnologico segnalano che il sistema riduce gli shock di liquidità causati dall’uscita simultanea di più dipendenti con anzianità elevata nello stesso trimestre. I lavoratori devono considerare che l’indennità è calcolata solo sul salario base negli Emirati Arabi Uniti; le indennità come alloggio o istruzione sono escluse, salvo diversa indicazione contrattuale. I responsabili della mobilità devono quindi assicurarsi che le lettere di offerta specifichino chiaramente la definizione di salario base per evitare controversie al momento del rientro. I dipendenti il cui pagamento dell’indennità supera i 14 giorni di ritardo possono presentare reclamo tramite l’app MoHRE o chiamando il numero 80060; i casi irrisolti entro due settimane vengono generalmente trasferiti al Tribunale del Lavoro.
Fonte: Gulf News