
L'aeroporto di Bruxelles ha confermato venerdì 23 ottobre 2026 che a dicembre aggiungerà otto sportelli con personale per il controllo passaporti e all'inizio del prossimo anno installerà sei ulteriori varchi elettronici per gestire le crescenti code causate dal Sistema di Entrata/Uscita dell'UE (EES). I passeggeri non appartenenti all'UE che arrivano durante le ore di punta mattutine ora attendono fino a tre ore, tre volte più a lungo rispetto a prima dell'attivazione del sistema biometrico, costringendo alcuni viaggiatori a perdere treni o voli di collegamento.
L'EES, implementato completamente nell'area Schengen ad aprile, sostituisce il timbro manuale con scansioni del volto e delle impronte digitali, creando un unico registro automatizzato del tempo trascorso da ogni viaggiatore in Europa. Sebbene presentato come un miglioramento della sicurezza, il cambiamento ha creato colli di bottiglia in hub principali come Bruxelles, Amsterdam e Parigi, poiché i chioschi biometrici richiedono più interazione e problemi software hanno periodicamente messo fuori uso le macchine.
Compagnie aeree, gestori aeroportuali e Commissione Europea si sono accusati a vicenda per un’implementazione che ammettono essere stata “sottodimensionata rispetto ai volumi del 2026”. L’aeroporto di Bruxelles afferma che le nuove postazioni aumenteranno la capacità della sala arrivi del 66%, riducendo i tempi medi di attesa a meno di 30 minuti una volta che il personale sarà completamente formato.
L’aeroporto sta inoltre facendo pressione sulla Polizia Federale e sul Ministero dell’Interno per un’app di pre-registrazione mobile — simile a quelle già attive in Portogallo e Svezia — che permetterebbe ai viaggiatori di inviare impronte digitali e un selfie prima dell’atterraggio. Associazioni di categoria come VOKA e AmCham Belgium sottolineano che una gestione prevedibile delle frontiere è fondamentale per il clima degli investimenti; diverse multinazionali hanno lamentato che i dirigenti perdono ore fatturabili nelle code all’immigrazione.
Per i responsabili della mobilità aziendale il consiglio è chiaro: prevedere almeno 90 minuti tra l’atterraggio e il trasporto terrestre successivo e incoraggiare i dipendenti non UE a viaggiare solo con bagaglio a mano finché il sistema non si stabilizza. Le aziende che inviano personale in Belgio per progetti brevi dovrebbero inoltre monitorare la regola Schengen dei 90 giorni in 180 giorni, ora calcolata automaticamente dall’EES — i soggiorni oltre il limite attiveranno allarmi automatici e possibili divieti di ingresso.
La prossima revisione della capacità dell’aeroporto è prevista per marzo 2027, quando la flotta di varchi elettronici raddoppierà a 24 unità.
L'EES, implementato completamente nell'area Schengen ad aprile, sostituisce il timbro manuale con scansioni del volto e delle impronte digitali, creando un unico registro automatizzato del tempo trascorso da ogni viaggiatore in Europa. Sebbene presentato come un miglioramento della sicurezza, il cambiamento ha creato colli di bottiglia in hub principali come Bruxelles, Amsterdam e Parigi, poiché i chioschi biometrici richiedono più interazione e problemi software hanno periodicamente messo fuori uso le macchine.
Compagnie aeree, gestori aeroportuali e Commissione Europea si sono accusati a vicenda per un’implementazione che ammettono essere stata “sottodimensionata rispetto ai volumi del 2026”. L’aeroporto di Bruxelles afferma che le nuove postazioni aumenteranno la capacità della sala arrivi del 66%, riducendo i tempi medi di attesa a meno di 30 minuti una volta che il personale sarà completamente formato.
L’aeroporto sta inoltre facendo pressione sulla Polizia Federale e sul Ministero dell’Interno per un’app di pre-registrazione mobile — simile a quelle già attive in Portogallo e Svezia — che permetterebbe ai viaggiatori di inviare impronte digitali e un selfie prima dell’atterraggio. Associazioni di categoria come VOKA e AmCham Belgium sottolineano che una gestione prevedibile delle frontiere è fondamentale per il clima degli investimenti; diverse multinazionali hanno lamentato che i dirigenti perdono ore fatturabili nelle code all’immigrazione.
Per i responsabili della mobilità aziendale il consiglio è chiaro: prevedere almeno 90 minuti tra l’atterraggio e il trasporto terrestre successivo e incoraggiare i dipendenti non UE a viaggiare solo con bagaglio a mano finché il sistema non si stabilizza. Le aziende che inviano personale in Belgio per progetti brevi dovrebbero inoltre monitorare la regola Schengen dei 90 giorni in 180 giorni, ora calcolata automaticamente dall’EES — i soggiorni oltre il limite attiveranno allarmi automatici e possibili divieti di ingresso.
La prossima revisione della capacità dell’aeroporto è prevista per marzo 2027, quando la flotta di varchi elettronici raddoppierà a 24 unità.
Fonte: Brussels Airport pressroom
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