
Il 30 giugno il Ministero dell’Interno ceco ha presentato silenziosamente un progetto di legge intitolato «Legge sull’ingresso e il soggiorno dei migranti» per la consultazione interministeriale, aprendo la strada alla più grande revisione delle norme sull’immigrazione degli ultimi vent’anni. Secondo un briefing pubblicato lo stesso giorno dalla Direzione Generale per la Migrazione e gli Affari Interni della Commissione Europea, il disegno di legge sostituirebbe l’attuale frammentata Legge sugli Stranieri con un processo snello e completamente digitale, basato su un nuovo Sistema Integrato di Gestione dei Casi (ICAS).
Secondo la proposta, tutte le domande per visti a lungo termine, permessi di soggiorno e cambi di status verrebbero presentate online; i richiedenti avrebbero accesso a un portale personale per caricare documenti, monitorare le scadenze e prenotare appuntamenti biometrici. Il Ministero dell’Interno sostiene che ciò ridurrà i tempi medi di elaborazione del 30%. Per i datori di lavoro di personale non UE, il disegno introduce la figura del “garante”, che dovrà assicurare la conformità sul luogo di lavoro e potrà essere soggetto a sanzioni o a un divieto temporaneo di assunzione di stranieri in caso di irregolarità. Si tratta di un significativo spostamento di responsabilità dallo Stato alle imprese.
Un’altra novità importante è la registrazione obbligatoria per i cittadini UE e i loro familiari dopo 90 giorni di soggiorno. Prima era volontaria, causando lacune nei dati che complicavano la gestione delle tasse locali e la coordinazione della sicurezza sociale. Il progetto rafforza inoltre il potere del Ministro dell’Interno di revocare il permesso di soggiorno in caso di rischi per la sicurezza nazionale, avvicinando la pratica ceca a quella tedesca.
Se approvata, la legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2029, ma le aziende sono invitate a prepararsi fin da subito. I reparti HR dovranno integrare i loro flussi di lavoro con l’API di ICAS, mentre i fornitori di servizi paghe dovranno acquisire nuovi campi dati (come i numeri identificativi dei garanti). Le multinazionali che trasferiscono personale all’interno del gruppo dovranno rivedere gli accordi di distacco per garantire il rispetto degli standard elettronici previsti.
Gli osservatori politici prevedono un acceso dibattito al ritorno del Parlamento dalle vacanze estive: i sindacati temono che il modello del garante possa favorire l’outsourcing, mentre le associazioni delle PMI accolgono con favore la prospettiva di tempi certi. Con un tasso di disoccupazione al minimo storico del 2,6%, le associazioni imprenditoriali sostengono che la digitalizzazione è essenziale per mantenere la Repubblica Ceca competitiva nella corsa ai talenti globali. L’approvazione del disegno di legge nella forma attuale farebbe della Repubblica Ceca uno dei regimi di immigrazione più tecnologicamente avanzati dell’UE.
Secondo la proposta, tutte le domande per visti a lungo termine, permessi di soggiorno e cambi di status verrebbero presentate online; i richiedenti avrebbero accesso a un portale personale per caricare documenti, monitorare le scadenze e prenotare appuntamenti biometrici. Il Ministero dell’Interno sostiene che ciò ridurrà i tempi medi di elaborazione del 30%. Per i datori di lavoro di personale non UE, il disegno introduce la figura del “garante”, che dovrà assicurare la conformità sul luogo di lavoro e potrà essere soggetto a sanzioni o a un divieto temporaneo di assunzione di stranieri in caso di irregolarità. Si tratta di un significativo spostamento di responsabilità dallo Stato alle imprese.
Un’altra novità importante è la registrazione obbligatoria per i cittadini UE e i loro familiari dopo 90 giorni di soggiorno. Prima era volontaria, causando lacune nei dati che complicavano la gestione delle tasse locali e la coordinazione della sicurezza sociale. Il progetto rafforza inoltre il potere del Ministro dell’Interno di revocare il permesso di soggiorno in caso di rischi per la sicurezza nazionale, avvicinando la pratica ceca a quella tedesca.
Se approvata, la legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2029, ma le aziende sono invitate a prepararsi fin da subito. I reparti HR dovranno integrare i loro flussi di lavoro con l’API di ICAS, mentre i fornitori di servizi paghe dovranno acquisire nuovi campi dati (come i numeri identificativi dei garanti). Le multinazionali che trasferiscono personale all’interno del gruppo dovranno rivedere gli accordi di distacco per garantire il rispetto degli standard elettronici previsti.
Gli osservatori politici prevedono un acceso dibattito al ritorno del Parlamento dalle vacanze estive: i sindacati temono che il modello del garante possa favorire l’outsourcing, mentre le associazioni delle PMI accolgono con favore la prospettiva di tempi certi. Con un tasso di disoccupazione al minimo storico del 2,6%, le associazioni imprenditoriali sostengono che la digitalizzazione è essenziale per mantenere la Repubblica Ceca competitiva nella corsa ai talenti globali. L’approvazione del disegno di legge nella forma attuale farebbe della Repubblica Ceca uno dei regimi di immigrazione più tecnologicamente avanzati dell’UE.
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