
In una mossa che potrebbe rivoluzionare il modo in cui le aziende statunitensi assumono e trattengono talenti stranieri, la Casa Bianca ha emanato un ordine esecutivo il 18 settembre, reso pubblico da diversi gruppi industriali il 24 settembre 2026. L’ordine reintroduce una tassa supplementare, nota come “tassa di formazione H-1B”, che era stata sospesa nel 2025, e incarica i Dipartimenti del Lavoro, della Sicurezza Interna, di Stato e del Commercio di creare un database condiviso sulle informazioni relative ai licenziamenti per i datori di lavoro che sponsorizzano lavoratori H-1B.
Secondo la direttiva, i datori di lavoro che hanno licenziato o intendono licenziare lavoratori statunitensi in situazioni analoghe entro 90 giorni dalla presentazione di una petizione H-1B saranno sottoposti a un controllo più rigoroso. Il Dipartimento del Lavoro dovrà certificare che nessun lavoratore statunitense venga sostituito, mentre l’USCIS è incaricato di respingere rapidamente le petizioni che sembrano eludere le nuove regole.
L’ordine reintroduce anche la tassa supplementare di 4.000 dollari — che era stata eliminata lo scorso anno — per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti e una forza lavoro composta per oltre il 50% da lavoratori H-1B o L-1. Le entrate saranno destinate alla modernizzazione dei sistemi di gestione dei casi USCIS e al finanziamento delle indagini sulle condizioni di lavoro.
Gli avvocati specializzati in immigrazione aziendale avvertono che questo nuovo requisito di due diligence rallenterà i tempi di assunzione e aumenterà l’incertezza sui costi, a poche settimane dall’apertura della stagione per il tetto H-1B dell’anno fiscale 2028. Le aziende tecnologiche e di consulenza — storicamente i maggiori utilizzatori di visti H-1B — saranno quelle maggiormente gravate dagli adempimenti, poiché anche le riduzioni di personale pianificate attiveranno la revisione. Alcune stanno già valutando soluzioni “remote-first” che prevedono la collocazione del personale straniero fuori dagli Stati Uniti, anche se ciò solleva questioni legate alla stabile organizzazione e al controllo delle esportazioni.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il consiglio pratico è di coordinarsi tempestivamente con i team HR e legali su qualsiasi azione o ristrutturazione della forza lavoro statunitense che possa coincidere con le domande H-1B della prossima primavera. I datori di lavoro dovrebbero inoltre prevedere nel budget la tassa reintrodotta e prepararsi a un aumento delle richieste di prove (RFE) relative alle attestazioni sui licenziamenti. Infine, poiché i proventi della tassa contribuiranno ad ampliare la capacità di elaborazione premium di USCIS, i richiedenti potrebbero beneficiare di decisioni più rapide una volta attivato il nuovo flusso di finanziamento — anche se questo vantaggio arriverà probabilmente con qualche trimestre di ritardo rispetto ai costi aggiuntivi.
Secondo la direttiva, i datori di lavoro che hanno licenziato o intendono licenziare lavoratori statunitensi in situazioni analoghe entro 90 giorni dalla presentazione di una petizione H-1B saranno sottoposti a un controllo più rigoroso. Il Dipartimento del Lavoro dovrà certificare che nessun lavoratore statunitense venga sostituito, mentre l’USCIS è incaricato di respingere rapidamente le petizioni che sembrano eludere le nuove regole.
L’ordine reintroduce anche la tassa supplementare di 4.000 dollari — che era stata eliminata lo scorso anno — per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti e una forza lavoro composta per oltre il 50% da lavoratori H-1B o L-1. Le entrate saranno destinate alla modernizzazione dei sistemi di gestione dei casi USCIS e al finanziamento delle indagini sulle condizioni di lavoro.
Gli avvocati specializzati in immigrazione aziendale avvertono che questo nuovo requisito di due diligence rallenterà i tempi di assunzione e aumenterà l’incertezza sui costi, a poche settimane dall’apertura della stagione per il tetto H-1B dell’anno fiscale 2028. Le aziende tecnologiche e di consulenza — storicamente i maggiori utilizzatori di visti H-1B — saranno quelle maggiormente gravate dagli adempimenti, poiché anche le riduzioni di personale pianificate attiveranno la revisione. Alcune stanno già valutando soluzioni “remote-first” che prevedono la collocazione del personale straniero fuori dagli Stati Uniti, anche se ciò solleva questioni legate alla stabile organizzazione e al controllo delle esportazioni.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il consiglio pratico è di coordinarsi tempestivamente con i team HR e legali su qualsiasi azione o ristrutturazione della forza lavoro statunitense che possa coincidere con le domande H-1B della prossima primavera. I datori di lavoro dovrebbero inoltre prevedere nel budget la tassa reintrodotta e prepararsi a un aumento delle richieste di prove (RFE) relative alle attestazioni sui licenziamenti. Infine, poiché i proventi della tassa contribuiranno ad ampliare la capacità di elaborazione premium di USCIS, i richiedenti potrebbero beneficiare di decisioni più rapide una volta attivato il nuovo flusso di finanziamento — anche se questo vantaggio arriverà probabilmente con qualche trimestre di ritardo rispetto ai costi aggiuntivi.